I primi vent’anni

Due grandi fotografie rappresentanti un folto gruppo di soci, alcuni certamente tra i fondatori, con una scritta in calce a caratteri cubitali “cinquantesimo di fondazione 1900-1950” arrivate sino a noi sotto due semplici cornici, in cantina sulla volta del soffitto, un incisione nel cemento fatta da un solerte muratore “1900” sono le prove che il Circolo Famigliare Felice Cavallotti fu costruito e quindi materialmente fondato nel 1900 ovvero un secolo fa.  L’industrializzazione, favorita nella nostra zona dalla presenza del fiume Olona, era in quel tempo in grande espansione e stava mutando vita e abitudini degli abitanti di Cairate. La Cartiera Vita Mayer era attiva da tempo e molti cairatesi vi trovavano lavoro, la società si andava trasformando da eminentemente agricola a sempre più industriale.
In campo politico s’andava diffondendo l’idea socialista a favore dei lavoratori che vivevano allora in condizioni assai tristi.
Tra i socialisti già a quei tempi si formavano correnti di pensiero diversi che avrebbero portato nel 1912 ad una prima scissione con la fondazione del Partito Socialista Riformista e quindi nel 1921 alla fondazione del Partito Comunista.
Questi scontri avevano grande risonanza tra il popolo che proprio nei Circoli cooperativi trovava il luogo ideale di discuterne.
Lentamente s’andava affermando il concetto della libertà individuale nella libera vita associativa.
Fu in questo contesto che un gruppo di cairatesi pensò di unire molti sforzi e pochi quattrini per dare concreto avvio al Circolo Famigliare Felice Cavallotti che noi ritroviamo ad un secolo di distanza.
E’ pressochè impossibile ripercorrere nei dettagli la storia dei primi ventidue anni in quanto la cooperativa non aveva ancora forma giuridica e non esistono pertanto documenti scritti. Ci si basa solo su memorie tramandate dai nonni a chi oggi è nonno a sua volta.

E’ certo che fu costruita la cantina, un locale di vendita e mescita delle bevande oltre ad un locale per il corpo musicale e degli appartamenti per gli inquilini. Lo scopo sociale era quello di acquistare merci e bevande, produrre in proprio del vino per venderli al più mite prezzo nel più schietto spirito cooperativistico.
La Società venne intitolata a Felice Cavallotti scrittore e politico milanese, volontario garibaldino. Scrittore polemico e rivoluzionario, attaccò con molti articoli la destra parlamentare del tempo ed alcuni suoi rappresentanti coi quali si misurò spesso in duello. Morì a Roma nel 1898 colpito in duello dal deputato F. Macola.
Si colloca in questo periodo la prima guerra mondiale che tra il 1915 e il 1918 tenne lontano dal paese molti uomini alcuni dei quali pagarono con la vita il servizio alla Patria.
La storia politica d’Italia s’andò intanto evolvendo sino all’avvento del Fascismo nel 1922.

L’atto di costituzione giuridica

Il 15 ottobre 1922 si presentarono davanti al notaio Dr. Giuseppe Mari in Cassano Magnano nella casa Puricelli presenti quali testimoni il sig. Vittorio Puricelli e la di lui moglie sig.ra Isabella Favalli, quattordici cittadini cairatesi e precisamente:

-   Zaffaroni Santino fu Antonio (cartaio), Masnaghi Carlo fu Paolo (bracciante), Mascheroni Carlo fu Giuseppe (contadino), Luoni Giovanni fu Antonio (operaio), Rigoli Carlo di Giovanni (operaio), Tentorio Cesare fu Luigi (contadino), Lavelli Antonio fu Angelo (bracciante), Luoni Carlo fu Angelo (operaio), Mazzucchelli Carlo fu Fortunato (contadino), Scandroglio Battista fu Elia (mugnaio), Ambrosetti Silvio fu Giovanni (fuochista), Mascheroni Celestino fu Gaetano (fuochista), Luoni Vincenzo fu Giosuè (carrettiere), Stella Giuseppe fu Pietro (contadino).

Gli stessi approvarono lo Statuto per la fondazione della Società Anonima Cooperativa denominata “Circolo Famigliare Felice Cavallotti” con sede in Cairate e furono nominati amministratori. Sindaci effettivi vennero nominati i signori Rossi Vittorio fu Giuseppe, Mascheroni Gaetano fu Fortunato, a Sindaci supplenti i Signori Mascheroni Piero fu Rodolfo e Carozzi giovanni di Carlo. Il capitale sociale iniziale di Lire 140 era costituito dalle azioni di Lire 10 cad. versate dagli amministratori.
Dallo statuto si rileva che la durata della Società venne fissata in anni trenta a partire dal 1923 ed aveva per oggetto l’acquisto all’ingrosso di vino e derrate per la vendita ai soci al più mite prezzo oltre alla costruzione di un locale quale luogo di ritrovo e riunione.
Il rogito notarile n.3497 venne approvato dal Regio Tribunale di Busto Arsizio con decreto 1/11/1922 n.511 e pubblicato sul foglio annunci legali della Regia Prefettura di Milano il 18 novembre 1922. Il 14 gennaio 1923 si riunì per la prima volta il Consiglio di Amministrazione che approvò l’ammissione di nuovi soci, nominò Presidente il signor Santino Zaffarono e vice presidente il sig. Carlo Mascheroni mentre segretario venne nominato il sig.  Giuseppe Milani.
Decise anche di dar corso alla costruzione delle “ritirate” (servizi igienici) e di aderire alla Federazione Lombarda dei Circoli operai nonché di devolvere lire 100 a favore del corpo musicale “La Proletaria”. Durante l’estate 1923 fu convocata un’assemblea straordinaria di soci che approvò e confermò lo statuto sociale, la nomina dei consiglieri nonché le cariche di Presidente, vicepresidente e segretario.
La stessa assemblea approvò un prestito a favore della Cooperativa Agricola Cairatese per l’acquisto di macchine agricole.

Dal  1924 alla seconda Guerra Mondiale

L’attività degli amministratori fu frenetica. Venne redatto un rigido regolamento interno, istituita una biblioteca con molti manuali di “educazione professionale” e si costituì anche una compagnia teatrale.Venne nominato amministratore il Rag. Vittorio Novellati di Milano il cui compenso fu fissato in Lire 100 mensili, il bilancio al 31.12.1924 chiuse con un utile di Lire 539,10.
Intanto si insinuarono tra i soci alcuni membri del locale gruppo fascista. L’ingerenza però delle autorità fasciste nella vita del Circolo era mal tollerata da molti soci tanto che si ebbero scontri che degenerarono in vere liti. Il Circolo fu chiuso per breve tempo dalle autorità e riaperto grazie all’interessamento dei sigg. Guido Fontana e Giovanni Luoni.
Nel 1925 venne inaugurato il vessillo sociale mentre tra le attività rilevanti troviamo l’acquisto di due vagoni di carbone da vendere ai soci a mite prezzo. Attività che si protrarrà anche negli anni seguenti.Nel 1926 furono approvate alcune modifiche e aggiunte allo statuto sociale per adeguarlo alle impostazioni richieste dal regime fascista. Fu acquistato un impianto di radiofonia per “audizioni gratuite ai soci e alle loro famiglie”. Il regolamento disciplinare interno veniva scrupolosamente applicato ed alcuni soci rei d’aver provocato incidenti all’interno del Circolo furono multati o espulsi.
Fu anche devoluta un’offerta di Lire 1.000 al Partito del Littorio (ci si immagina con quale entusiasmo – n.d.r.-).
Nel 1930 furono acquisite alcune macchine dalla Coop. Agricola i cui soci erano, nella quasi totalità, soci anche del Circolo, assumendo i debiti della Cooperativa stessa. All’assemblea dei soci del 27 marzo 1932 il Consiglio direttivo si presentò dimissionario al completo. Vennero nominati nuovi consiglieri di cui due espressi dal fascio locale. Il Consiglio direttivo nominò Presidente il sig. Luigi Fontana che sostituì il sig. Santino Zaffaroni.
Va rilevato che l’attività della cooperativa era sempre notevolmente supportata dall’operosità di molti volonterosi soci. In quegli anni si pigiavano mediamente 600 q.li di uva a stagione ed il vino ottenuto non era sufficiente al bisogno tanto che ne veniva acquistato dell’altro da commercianti diversi. L’attaccamento alla Cooperativa era fortissimo e lo conferma la partecipazione alle assemblee sociali alle quali presenziavano mai meno di 150 soci su 250 iscritti.
Il bilancio del 1932 chiuse con una perdita di lire 1.633 causa la tendenza a tenere i prezzi troppo bassi. Nel febbraio 1933 fu nominato Presidente il sig. Guido Fontana che si dimise pochi mesi dopo per motivi di lavoro. A lui subentrò il sig. Santino Zaffaroni. Il bilancio nel 1933 tornò di nuovo attivo.
Furono eliminate le tasse annuali ai soci e acquistato un nuovo apparecchio radio. Arrivò la guerra d’Africa. Nel 1935 l’assemblea, approvato il bilancio e nominati i consiglieri in sostituzione degli uscenti, si sciolse col “saluto al duce”. Fu anche deliberata un’offerta di lire 200 per i volontari in Africa Orientale.
Nel 1936 fu nominato Presidente il sig. Francesco Molina.
L’anno seguente all’assemblea dei soci partecipò anche il sig. Carlo Brunella, funzionario provinciale dell’Ente nazionale fasci di combattimento. Oltre alla parte ordinaria l’ordine del giorno comprendeva una parte straordinaria e precisamente:

·  Approvazione bilancio del Circolo Benedetto Cairoli

·  Proposta di fusione mediante incorporazione della cooperativa deliberante (Circolo Cavallotti – n.d.r. -) nella Società Cooperativa Circolo Benedetto Cairoli
Dopo “ampia discussione ed osservazioni fatte da diversi soci, l’assemblea deliberò di non accettare le proposte perché all’unanimità i soci desideravano rimanere indipendenti da ogni altra società”. Venne anche deliberato di offrire un assegno di lire 50 alle famiglie dei soci defunti e lire 50 per ogni figlio nato da un socio.
Nel 1938 il Consiglio direttivo deliberò un’offerta di lire 5.000 (da versare in due rate) per l’erigenda “casa del fascio” (l’attuale biblioteca comunale – n.d.r -); all’epoca il costo di un bottiglione di vino era di Lire 7,50.
L’anno seguente al sig. Molina subentrò come Presidente il sig. Piero Mascheroni. Fu organizzato nel settembre 1939 un banchetto per festeggiare i 40 anni del Circolo. Vennero inviate lire 15 ai soci richiamati alle armi che non poterono partecipare al banchetto. Fu anche acquistato il terreno per il gioco delle bocce. Intanto la situazione in campo politico internazionale si andava tragicamente evolvendo. L’oppressione fascista si faceva sempre più marcata e a volte violenta. Il Presidente, in una riunione del gennaio 1940, dichiarò al Consiglio direttivo che “dopo tanti anni si è addivenuti nella deliberazione di eliminare il nome dell’attuale società e sostituirlo con una nuova denominazione confacente a rispecchiare il momento che traversiamo”. L’assemblea del 27 marzo 1940, presenti 198 soci su 240 ed ancora il sig. C. Brunella nonché il rappresentante del fascio locale sig. Gabriele Colombo, approvò un nuovo statuto che cambiava il nome della cooperativa in “Società Anonima Cooperativa Famigliare del Littorio” con durata sino al 31.12.99. Vi era pure l’obbligo di aderire alla Federazione Nazionale Fascista.

La Seconda Guerra Mondiale e gli anni ‘40

Nel 1939 la Germania nazista, alleata dell’Italia fascista, invase la Polonia, nel giugno del 1940 anche l’Italia dichiarò guerra all’Inghilterra ed ai suoi alleati. Si aprì un lungo travagliato periodo anche se Cairate non subì mai gli orrori della guerra come altre parti d’Italia. Oscuramento, coprifuoco, allarmi aerei, limitarono sempre più l’attività dei cittadini e del Circolo stesso.Alcuni membri del Consiglio direttivo furono richiamati alle armi.
In questi anni emerse in modo particolare la personalità del sig. Santino Zaffarono (già Presidente della cooperativa) che sostituì in ogni occasione i consiglieri chiamati alle armi. Nel 1942 violenti bombardamenti aerei su Milano costrinsero molti cittadini a sfollare nei paesi di campagna. Anche il Circolo affittò il salone superiore per diverso tempo ad un ragioniere milanese. Nel 1943 venne eletto Presidente il sig.Luca Colombo in sostituzione del sig. Piero Mascheroni ancora sotto le armi. In campo bellico le cose si mettevano male per l’Italia fascista. Gli Inglesi erano sbarcati in Sicilia e cominciarono l’avanzata che avrebbe portato alla resa.
Da qualche anno i generi alimentari erano tesserati. Il pane (nero) era razionato a 150 gr. al giorno; altri generi di prima necessità (olio, burro, riso, sale, ecc.) anche se tesserati non arrivavano e proliferava la “borsa nera”. I contadini dovevano versare i prodotti all’ammasso e, se sorpresi ad appropriarsi dei beni prodotti, messi in prigione. I dirigenti del Circolo avevano rinunciato dal 1942 ad acquistare uva da vinificare per le grandi difficoltà di trasporto. Nondimeno si fece di tutto affinché i soci potessero trovare al Circolo un bicchiere di vino e un poco di pane e companatico. Anche i prezzi salivano alle stelle. Il prezzo del vino che all’inizio del 1940 era di Lire 3,60 al litro salì nel 1945 a lire 72. Nel luglio 1943 il fascismo cadde e nacque il governo Badoglio che decise di continuare la guerra al fianco dei nazisti. L’otto settembre dello stesso anno però firmò l’armistizio.
Nacque nell’Italia del nord dominata dai nazisti il Partito Fascista Repubblicano. Si erano intanto formate molte cellule partigiane che con l’appoggio degli “alleati” si battevano per liberare l’Italia dai nazisti. La Liberazione arrivò finalmente a fine aprile 1945 e la vita riprese a pulsare. Dalla primavera del 1944 a Presidente del Circolo era stato nominato il sig. Ettore Rigoli. Nel giugno 1945 il Consiglio direttivo decise di cambiare ragione sociale per ritornare all’originale denominazione di Circolo Felice Cavallotti. Vennero espulsi dalla cooperativa alcuni gerarchi fascisti locali che si erano insinuati tra soci e dirigenti. Nel 1946 venne concesso un prestito di Lire 2.000 alle locali sezioni del PSI e del PC e donati Lire 500 a ciascuna sezione perché si dotasse di una bandiera. In quegli anni avevano svolto il compito di segretario i sigg. Francesco Galmarini e Piero Mascheroni. Dal 1947 l’importante incarico venne svolto dal sig. Fortunato Ghiringhelli. L’otto marzo 1948 l’Assemblea dei soci approvò in seduta straordinaria un nuovo statuto che ristabiliva la primitiva denominazione di “Circolo Famigliare Felice Cavallotti Società Cooperativa a r.l. per azioni”, il 15 marzo dello stesso anno fu eletto Presidente il sig. Giacomo Mascheroni. Negli anni 1949 e 50 il Consiglio Direttivo provvide all’acquisto di terreni dai signori Alcide e Gaetano Rigoli  allo scopo di ampliare lo stabile del Circolo.

Gli anni ’50 e ‘60 

Furono gli anni della ricostruzione, delle battaglie politiche e sindacali. L’industria s’andava rapidamente riprendendo occupando sempre più mano d’opera. Le famiglie contadine   abbandonarono presto l’agricoltura a favore dell’occupazione nell’industria. Vi fu a Cairate, come in molte parti del nord, una forte immigrazione dal sud. Sommata all’immigrazione veneta del 1929 e dei primi anni ’30 determinò un notevole incremento della popolazione con conseguente potenziale aumento dei frequentatori del Circolo. Il ceto operaio conquistò un lento ma progressivo benessere, grazie anche alle battaglie sindacali. Il Circolo divenne sempre più luogo d’incontro, di discussioni, di assemblee politiche, sindacali e di feste di partito. Il Consiglio direttivo deliberò nel 1950 un’offerta di lire 10.000 in occasione delle feste dell’Unità e dell’Avanti, ma offrì anche lire 30.000 per la costruendo nuova chiesa parrocchiale. Il 29 luglio 1951 si celebrò, con una ricreazione, il 50° di fondazione (foto di copertina). Al prezzo di lire 150 vennero offerte ai soci una bottiglia di vino, 50 gr. di antipasto, 200 gr. di arrosto, 50 gr. di formaggio, pane e frutta. Per quei tempi una vera abbuffata. L’incremento delle vendite di vino convinse il consiglio direttivo a far costruire sette vasche in cemento per provvedere alla pigiatura di 800 qli di uva. Fu anche acquistata una nuova pigiatrice. Nel 1953 venne decisa la costruzione di un nuovo locale del circolo (attuale salone) su progetto del geometra Angelo Ponti e allo scopo fu indetto tra i soci un prestito sociale senza interessi. Fu anche versato alla Federazione Cooperative e Mutue un contributo di lire 50.000 per la realizzazione del film “Cronache di poveri amanti”. Nel 1954 un’assemblea straordinaria approvò un ridimensionamento del progetto iniziale di ampliamento del circolo causa lo scarso gettito del prestito lanciato tra i soci. Venne però deciso l’acquisto di un nuovo banco di mescita, tavoli e sedie dalla Coop. Mazzoleni di Sesto Calende, nonché un’apparecchio  TV. Dalla relazione del bilancio 1954 si rileva che detti lavori di ampliamento e arredamento costarono lire 7.960.550. Nel settembre 1955 il sig. Giacomo Mascheroni rassegnò le dimissioni da presidente. Gli subentrò nella carica il sig. Angelo Stella. Nel 1956 la cooperativa aderì alla Lega Nazionale Cooperative e Mutue. Nel 1957 venne decisa la sistemazione del salona al 1° piano, nonché l’acquisto di arredi e servizi da cucina per banchetti e sposalizi. Venne acquistato un nuovo torchio dalla ditta Grolla (ancora oggi in servizio) poiché i quantitativi annuali di uva pigiata si aggirarono sempre intorno agli 800 qli. Seguirono anni di normale conduzione amministrativa, quindi un leggero decremento dovuto nel 1960 ad una partita di vino guastatasi e nel 1963 al forte aumento delle spese di gestione e per il personale tanto che in quell’anno il bilancio chiuse in passivo. Nel 1963 venne ricavata dalla sala TV l’ufficio amministrativo. Furono pigiati in quell’anno 700 qli di uva. Nel 1965 furono sistemati tre campi di bocce e acquistate due vasche per il vino da 50 qli dalla ditta Velo. Nell’aprile del 1965 fu nominato presidente il sig. Luigi Premazzi. Nella relazione di bilancio di quell’anno il consiglio direttivo propose di dare maggior impulso all’attività ricreativa (gioco delle bocce, gare di carte ecc.). Nell’aprile 1969 subentrò al presidente Luigi Premazzi il sig. Mario Masnaghi rientrato in patria dopo molti anni di lavoro in Brasile. Nel 1970 venne ceduto alla provincia una striscia di terreno sul fronte di via Anforelli. In novembre fu celebrato il 70° di fondazione con un banchetto sociale cui vennero invitate le autorità locali. A fine anno il Consiglio Direttivo decise il contributo di lire 100.000 al C.S. Cairatese per l’organizzazione di una gara di corsa campestre. L’utile di bilancio sfiorò in quell’anno le 900.000 lire.

Gli anni ’70 e ‘80

Questi anni videro una sempre maggior apertura del circolo nei confronti di enti e società sportive locali al fine di accrescere il numero dei frequentatori. Nel 1972 fu anche concesso un locale alle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL perché potessero svolgere le loro azioni di patronato verso i lavoratori e i pensionati. Negli anni ’70 e i primi anni ’80 furono organizzate dal C. S. Cairatese gare di campionato regionale di corsa campestre. Passarono dal nostro circolo campioni, famosi a quei tempi, dell’atletica leggera italiana come Antonio Ambu, pluricampione italiano, Luigi Conti, Pippo Ardizzone, il bergamasco Volpi e i varesini Roberto Gervasini, Massimo Begnis e Osvaldo Segrada, tutti vincitori a Cairate nelle diverse edizioni. Tra i giovani, vincitore per due anni consecutivi, Alberto Cova che sarebbe diventato poi campione del mondo e olimpico. Nel 1975 subentrò al sig. Fortunato Ghiringhelli, che aveva diligentemente svolto il compito di segretario per ben ventotto anni consecutivi, il sig. Gian Battista Zaroli che partecipò ad un corso di dirigenti di circolo tenuto dalla Associazione regionale circoli a Pian dei Resinelli. Il Consiglio direttivo si riunì in quell’anno ben quindici volte per seguire l’evolversi di continui aumenti di costi e conseguenti lievitazioni dei prezzi di vendita. Gli incassi in quell’anno raddoppiarono nei confronti del 1974. Nel 1976 venne acquistato un nuovo banco di mescita, una nuova macchina del caffè e una lavabicchieri. In quegli anni entrò in crisi la cartiera che dava lavoro alla maggior parte dei cairatesi. I prezzi aumentavano senza sosta. Dal 1975 al 1977 triplicò il costo del riscaldamento e raddoppiò quello dell’energia elettrica. Approfittando della disponibilità di alcuni soci dipendenti della cartiera, che offrirono gratuitamente la loro opera, venne rifatta una parte del tetto. Nel 1977 il circolo aderì alla Coop. Servizi. Il consumo di vino si ridusse (dal ’74 si ebbero diversi problemi con i gerenti) e vennero pigiati solo 350 qli di uva. Nel 1978 venne ripristinato il gioco delle bocce, venne concessa ospitalità, come sede sociale, al C.S. Cairatese ed al Gruppo Pescatori Valle Olona. Nel 1979, su disegno del geom. Virgilio stella, furono costruiti i nuovi servizi igienici (gli attuali). A fine anno un’assemblea straordinaria approvò l’aumento dell’azione sociale da 500 a 5000 lire in conformità dell’art. 3 della legge 17.2.71 n127 (legge Basevi). I soci furono invitati ad integrare la quota e ciò permise un radicale aggiornamento del Libro soci. Negli anni ’80 e ’81, grazie al buon lavoro del gerente e all’ottima qualità della vendemmia 1979, aumentò la vendita di vino.Nel 1981 il circolo aderì, come socio promotore, alla fondazione della Coop. Centro Contabile Servizi di Varese. Si ritornò a pigiare in quegli anni oltre 400 qli di uva. Nel 1983 venne ristrutturato il salone superiore (attuale pizzeria). A fine anno si ricostituì la società bocciofila; vennero organizzate gare di bocce. Nel 1984 si eseguirono diversi lavori in cantina (abbattimento vecchie celle in cemento) e rifatti i campi per il gioco delle bocce. Venne ospitata la sede sociale del Team Ceccotto. Le società sportive ospitate al circolo e, nel limite del possibile sponsorizzate, organizzarono negli anni seguenti numerose manifestazioni. Il Team Ceccotto gare di campionato regionale ed interregionale di trial richiamando verso il circolo grandi campioni della specialità e molti appassionati. Organizza tuttora una scuola di trial per i giovani. La bocciofila organizzando gare ad alto livello e portando sui nostri campi da bocce i più titolati campioni della regione e un sempre crescente numero di appassionati. Anche il gruppo pescatori Valle Olona si evidenzierà come una delle più forti società della provincia richiamando nuovi appassionati. Tutta questa attività porterà ad un sempre maggior incremento dei frequentatori del Circolo. Nel 1985 si chiuse, dopo sedici anni, il periodo di saggia e avveduta presidenza del sig. Mario Masnaghi. Gli successe per pochi mesi il sig. Gian Luigi Mascheroni quindi il sig. Florio Fardin. L’attività più sopra menzionata portò ad un netto miglioramento del giro d’affari. Nel 1986 vennero ristrutturati i locali adibiti ad abitazione del gerente e ricavato al primo piano una sala per riunioni e sedi delle società sportive oltre ad un locale magazzino. Nel 1988 venne affittato alla sig.ra Anna Faraco il salone al primo piano. Venne acquistato un forno a legna per pizze e installata una scala in ferro per l’accesso esterno al salone. La sig.ra Faraco aprì una pizzeria. Vennero in seguito realizzati i servizi igienici della pizzeria. In dicembre il consiglio di amministrazione discusse per la prima volta la proposta di ristrutturazione del salone del circolo. Grazie all’affitto della pizzeria vi fu un notevole aumento dell’utile di gestione. Nel 1989 venne affidata la tenuta della contabilità alla Cooperativa Centro Contabile di Varese. Venne contattato l’architetto Luigi Griso, che collaborava con l’Ass. Regionale circoli, per avere un progetto di ristrutturazione del circolo. Si ebbe in quell’anno un incremento del 16% delle vendite rispetto all’esercizio precedente. Nel 1990 il circolo aderì alla Fincircoli Cooperativi Lombardi per accedere ai finanziamenti stanziati dalla Regione Lombardia a favore dei circoli cooperativi che avrebbero effettuato lavori di recupero e ristrutturazione, acquistato arredi e macchinari. La ristrutturazione del salone del circolo stava ormai occupando tutte le attenzioni del consiglio di amministrazione e l’avrebbero impegnato sino alla completa realizzazione.

L’ultimo decennio

Il 1990 fu infatti dedicato allo sviluppo del progetto di ristrutturazione presentato dall’architetto L. Griso, alla richiesta di preventivi, al contratto con le ditte fornitrici di materiali e all’impresa appaltatrice dei lavori. Il costo preventivato fu di 130 milioni di lire, ma vedremo che sarà largamente superato. In maggio il gerente rassegnò le dimissioni. Venne sostituito dal sig. Giovanni Quarta e dalla figlia Patrizia che tuttora gestisce il circolo. Il 29 settembre un’assemblea straordinaria approvò il preventivo dei lavori di ristrutturazione del salone e accettò il lancio di un prestito sociale approvandone il regolamento.Fu aperto un conto corrente con la Banca Popolare di Milano per gestire il gettito del prestito e incassare gli eventuali finanziamenti dalla Regione Lombardia. Il 6 novembre iniziarono i lavori conclusi entro Natale. Il circolo apparve trasformato con soddisfazione generale dei soci. Il prestito sociale raggiunse la cifra di 126.300.000 lire e permise di coprire i costi senza ricorrere a mutui bancari. Fu decisa anche la sostituzione di tavoli e sedie ed il costo finale raggiunse i 233 milioni IVA compresa. Il 10 febbraio 1991, con una semplice ma sentita cerimonia, il nuovo salone venne inaugurato. Presenziarono il Sindaco ing. Carlo Garoni, il Presidente dell’Associazione Regionale Circoli Fiorenzo Romè, gli architetti della ICRES Lombardia Galluzzi e Griso e il sig. Braida della Cooperativa Centro Servizi di Varese. Circa 250 furono i soci (personalmente invitati) i fornitori e frequentatori che presenziarono alla cerimonia conclusasi con uno splendido rinfresco. Il Presidente Fardin consegnò nell’occasione, a nome del Consiglio Direttivo, una medaglia d’oro al segretario Zaroli per l’impegno profuso nel seguire i lavori. Nel 1991 venne eseguita la sistemazione della parte di cortile a sud del salone che in caso di pioggia si allagava. Gli incassi del 1991 superarono del 25% quelli del precedente esercizio ma l’aumento dei costi e delle imposte assorbì l’utile relativo. Nel maggio del 1992 venne incassato un primo contributo regionale che permise una notevole restituzione del prestito sociale. Nel novembre ’92 Il Consiglio direttivo decise la convocazione di un’assemblea straordinaria per adeguare lo statuto sociale alla legge 31.1.92 n. 59. L’assemblea si tenne il 20 febbraio 1993 presente il Notaio Dr. Martino Lupinacci. Venne fissato al 31.12.2100 la durata della cooperative, approvato lo statuto ed elevato il valore dell’azione sociale a lire 50.000. All’assemblea ordinaria del 25.4.93 il Consiglio si presentò dimissionario in quanto il nuovo statuto prevede decadenza e successiva nomina dell’intero consiglio ogni tre anni. Venne riconfermato alla presidenza il sig. Florio Fardin. Il buon andamento economico ed i contributi regionali permisero di restituire il prestito sociale entro il febbraio del 1994. Venne acquistato un nuovo tavolo da bigliardo. A fine anno il segretario Gian Battista Zaroli rassegnò le dimissioni. L’incarico venne assunto dal rag. Davide Baroli. Negli anni seguenti vennero realizzati importanti lavori. Nel1995 venne rifatto l’impianto elettrico per adeguarlo alla legge 46/90. Cambiò anche la tenuta della contabilità e venne introdotto il sistema informatico con l’acquisto di un PC. Venne rifatto, con notevole spesa, una parte del tetto. Il 28 aprile 1996 chiuse un lungo, laborioso e onesto periodo di presidenza il sig. Florio Fardin. Il suo posto fu preso dall’attuale sig. Giuseppe Caimi. Nel luglio 1996 subentrò la nuova e attuale gestione della pizzeria “La Soffitta” che incontrò immediato favore di pubblico. Nel 1997 venne dato corso alla pavimentazione del cortile e nel 1999 al ripristino e risanamento delle facciate esterne del circolo. Lavori che comportarono grosse spese ma che furono affrontate senza la necessità di ricorrere a mutui o prestiti. Ciò grazie alla ottima. Avveduta conduzione dell’Amministrazione, al buon lavoro dei gerenti all’impegno costante e vitale di alcuni soci ed in particolare del Presidente e del Vicepresidente sig. Mansaghi riconfermati nelle rispettive cariche dall’assemblea del 9 maggio 1999. Il 20 dicembre 1999 il Consiglio direttivo decise il programma dei festeggiamenti per il centenario ricorrente in questo anno 2000.  

Questa la sintetica storia dei principali fatti che hanno contraddistinto i cento anni di vita del Circolo Felice Cavallotti di Cairate. Dietro questa ,però, vi sono altre decine di storie di uomini che hanno offerto al circolo la loro laboriosa competenza. Uomini semplici, a volte senza cultura, ricchi però di saggezza, buon senso e tanta solidarietà.

Qualcuno di loro è stato ricordato; i più restano solo nella memoria di chi li ha conosciuti. E’ per loro in particolare che è stata scritta questa storia.

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